Magazzino automatico: le 5 tecnologie indispensabili

Pubblicato da Stesi - 4 marzo 2020

Il magazzino automatico non è utopia, bensì un obiettivo concretamente raggiungibile. Ed è anche piuttosto semplice comprendere i motivi per cui molte aziende guardano all’automazione delle operazioni di magazzino con estremo interesse: maggiore efficienza, drastica accelerazione di tutte le attività, sfruttamento completo degli spazi del magazzino e assenza di errori spingono le imprese a valutarne seriamente l’introduzione.

Oltretutto, è risaputo che l’automazione possa essere un processo continuo e graduale, che non implica una totale e – soprattutto - istantanea rivoluzione nelle modalità operative. Un magazzino le cui operazioni risentono ancora di procedure manuali può infatti introdurre l’automazione in modo progressivo: il primo passo, che ormai molte aziende hanno già fatto, è l’impiego di WMS evoluto, che sia cioè in grado di ottimizzare le attività logistiche gestendo i flussi e i carichi di lavoro, ma anche di interfacciarsi con i dispositivi presenti sul campo, che siano i classici terminali radio o sistemi estremamente avanzati di material handling, trasloelevatori, mezzi a guida autonoma, sistemi di picking automatico, vocale o by-light e via dicendo.

 

Magazzino automatico e semi-automatico: le tecnologie abilitanti

Come anticipato, tra il magazzino manuale e quello completamente automatico ci sono tante tappe intermedie, e spesso accade che le aziende optino per una di queste soluzioni in virtù di un ottimo rapporto tra il costo previsto e i benefici attesi. Si può per esempio ipotizzare un’automazione logica tramite software WMS ma con procedure di picking, imballaggio e spedizione gestite da operatori in carne ed ossa, che prelevano i prodotti manualmente seguendo le istruzioni impartite dal WMS e riportate sui terminali radio. Oppure, passaggio successivo, gli stessi operatori potrebbero gestire il picking tramite carrelli motorizzati con a bordo sistemi di geolocalizzazione indoor: anche qui, il WMS potrebbe riportare la strada più breve in funzione della posizione del veicolo, evitando di intercettare il percorso di altri mezzi. Per quanto non infinite, le fattispecie di semi-automazione possono essere moltissime.

Al termine di questo percorso c’è l’automazione completa, con sistemi di picking e di movimentazione totalmente automatici, mezzi che si muovono da sé e droni che eseguono (magari, di notte) le operazioni di inventario in modo del tutto autonomo. Per arrivarci, però, sono necessarie alcune tecnologie, che si potrebbero realmente definire “abilitanti”. Senza pretese di completezza, ecco alcuni tasselli fondamentali:

 

  • RFID (Radio-frequency Identification)

La tecnologia RFID è centrale nelle operazioni di inventario e per tenere traccia, ovviamente in modo automatico, di tutte le movimentazioni delle merci. Perché si possa giungere a un concetto di automazione completa, è infatti indispensabile che il WMS ‘conosca’, istante per istante, l’ubicazione delle merci, quelle che entrano ed escono e dove sono posizionate. RFID permette di farlo senza intervento umano, senza basarsi cioè sui classici codici a barre. Per questo è uno dei fondamenti dell’automazione delle attività logistiche di magazzino.

 

  • AGV (Automated Guided Vehicles)

Con l’espressione AGV si identificano i mezzi a guida autonoma impiegati per gli spostamenti delle unità di carico in un contesto produttivo e di magazzino. Gli AGV vengono usati proprio per spostare le merci e collegare sistemi di material handling all’interno del magazzino, risparmiando tempo ed energia. Inoltre, i sistemi AGV – sotto la supervisione del WMS – possono operare ininterrottamente per 24 ore, assicurando un flusso continuo di lavoro.

 

  • Sistemi AS/RS (Automatic Storage and Retrieval Systems)

I sistemi AS/RS sono la definizione di magazzino automatico: si tratta, infatti, di sistemi di stoccaggio, immagazzinamento e picking che non richiedono interventi manuali. Questi, che si compongono di trasloelevatori automatici e sistemi miniload, accelerano a dismisura le operazioni di entrata e uscita dei prodotti, eliminano totalmente gli errori delle operazioni manuali, permettono di operare in condizioni inospitali per l’uomo e consentono lo sfruttamento di tutta la superficie del magazzino, anche in verticale.

 

  • Sistemi di movimentazione

Nell’ambito delle operazioni di magazzino, i sistemi di movimentazione dei pallet e, più in generale, delle merci sono fondamentali per migliorare la produttività, per collegare i punti di ricevimento della merce con quelli di picking e di spedizione, nonché per abilitare quel concetto di picking goods to person che – portando le merci direttamente verso il ‘picker’ – permette un livello di efficienza superiore rispetto al metodo tradizionale.

 

  • WMS (Warehouse Management System)

Lo lasciamo per ultimo solo perché tante aziende ne stanno già usufruendo. Ma in realtà si tratta dell’elemento cardine dell’automazione, il primo da valutare e quello che non può in alcun modo mancare. Il WMS ha esteso moltissimo il suo raggio d’azione negli ultimi anni, passando da essere un sistema di tracking delle merci a una piattaforma evoluta che concentra, oltre alla sua attività principale, anche la gestione dei device, dei sistemi presenti sul campo e, per il resto dell’azienda, tutta la business intelligence su cui basare decisioni di livello tattico e strategico.

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Topic: Logistica di magazzino