Picking logistico: come deve cambiare per e-commerce e GDO

Il picking in logistica è probabilmente l’azione maggiormente impattata dai nuovi ritmi che e-commerce e GDO impongono al magazzino. Sì, perché è dalla tempestività e precisione del prelievo che dipende gran parte della qualità del servizio erogato. Pertanto, qualsiasi magazzino coinvolto nel commercio elettronico e nella fornitura di supermercati e ipermercati deve avere un obiettivo preciso: ridurre ai minimi termini il tempo che intercorre dal momento in cui arriva l’ordine alla sua evasione. Per centrare tale obiettivo, molto dipende dalla tipologia di prelievo e dall’annessa tecnologia, ma anche dall’organizzazione di tutto quanto sta a monte e a valle di questa funzione: il primo passo è dunque dotarsi di un WMS in grado di dialogare con le altre funzioni aziendali - amministrativa e contabile in primis - e anche extra aziendali. Un ordine processato correttamente, infatti, non passa solo dal picking logistico ottimizzato, ma anche dalla corretta verifica dei pagamenti e dal rapporto senza intoppi con chi effettuerà concretamente la spedizione, ossia il corriere.

 

Layout, tracciabilità e packaging: tre variabili fondamentali per il picking logistico

C’è un aspetto comune che caratterizza e-commerce e GDO e che ha notevoli ricadute sul picking in logistico: è l’elevato numero di codici e di referenze presenti nel magazzino. Di conseguenza, la mole di informazioni e di flussi che ne derivano è notevole: chiarezza e precisione da un lato e percorsi brevi dall’altro diventano elementi determinanti.

A tal proposito, da valutare sono il layout del magazzino e la scelta dei sistemi di tracciabilità. Per quanto riguarda il primo, occorre studiare il posizionamento della merce in modo che gli operatori non percorrano inutilmente strada. Per quanto riguarda il secondo, è bene utilizzare sistemi che permettano la comunicazione interna ed esterna (fornitori, corrieri) più easy. La risposta è oggi nelle etichette RFID, ma anche i più tradizionali codici a barre possono avere senso: si valuta caso per caso.

Un altro elemento che può fare la differenza nel picking logistico riguarda quanto avviene dopo il prelievo a magazzino, ossia il packaging, l’imballo. Per velocizzare, non sbagliare e non sprecare, meglio scegliere un numero non infinito di imballaggi.

 

La risposta giusta può essere il “caos”

Un altro aspetto fondamentale è quello del deposito e dello stoccaggio delle merci: come organizzarlo, per rendere il picking logistico più efficiente?

Per esempio, seguendo la regola del caos. Può sembrare una contraddizione in termini, eppure se ne sta dimostrando l’efficacia: stoccare la merce in maniera flessibile - tecnicamente si parla di “stoccaggio caotico” - può aiutare per almeno due motivi: perché si ha più spazio a disposizione e perché il prelievo diventa più dinamico, il che ottimizza i tempi. Naturalmente si tratta di un caos organizzato: elementi imprescindibili sono le scaffalature personalizzate per singolo magazzino e per tipologia di referenza, poiché ingombro, peso e forma sono determinanti. Naturalmente, nel “caos” ci si deve saper muovere: a governare i flussi e il picking logistico ci deve essere un WMS in grado da un lato di posizionare la merce sullo scaffale più idoneo, dall’altro di determinare l’ubicazione del prodotto.

 

La pianificazione è il primo passo

Forse ancor più dei sistemi che possono agevolare il picking nella logistica (per esempio i sistemi vocali oppure il pick-to-light), un’attenta pianificazione dell’elaborazione degli ordini (quali sono quelli con maggiore priorità?) riveste un ruolo fondamentale nei magazzini che lavorano con l’e-commerce e con la GDO. Ancora una volta, va sottolineata l’importanza del WMS, che utilizzerà numerose variabili su cui imperniare la gerarchia. Facendo sintesi di quanto si è detto, il picking logistico ben congegnato per e-commerce e GDO non può prescindere dalla tecnologia, dall’organizzazione e, ancor più, dalla pianificazione. Oltretutto se il prelievo è efficace, i costi diminuiscono e anche l’ambiente ringrazia: meno resi ci sono, meno impattanti sono le consegne. Un tema, quest’ultimo, sempre più sotto i riflettori.

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